Ritrova te stesso a partire da te stesso

Scopri come l’approccio centrato sulla persona può aiutarti a ritrovare il tuo cammino

La psicologia centrata sulla persona vede il suo sviluppo negli anni 40 grazie agli studi di Karl Rogers. Psicologo statunitense nato nel 1902 e operante soprattutto in ambito accademico, egli è noto soprattutto per aver sviluppato un suo metodo, definito non direttivo e caratterizzato dall’aver sostituito il termine “paziente” con quello di “cliente”, nel tentativo di offrire maggiore dignità alla persona in difficoltà. Karl Rogers è ricordato anche per aver approfondito il concetto di ascolto empatico e per aver contribuito a delineare una modalità d’aiuto simile ma non identica alla psicoterapia: il counseling. Il metodo rogersiano è seguito e applicato con profonda competenza e professionalità dalla psicologa di Saronno, la Dottoressa Nadia Maria Pia Recupero presso il suo studio di Via Balestrini 16, Saronno.

psicologa saronno

Scopri il metodo Rogersiano

Questo tipo di terapia diverge dai modelli tradizionali, muovendosi verso un approccio empatico che da forza e motiva il paziente, da adesso definito cliente, durante tutto il processo terapeutico. La terapia è basata sulla visione di Rogers, il quale crede profondamente che ogni essere umano lotta per e ha la capacità di raggiungere i propri potenziali. La terapia centrata sulla persona, conosciuta anche come approccio rogersiano, ha avuto un fortissimo impatto sulla psicoterapia in particolare e su molte altre discipline che ruotano intorno a questo campo di studi.

L’approccio rogersiano nella psicoterapia

Invece di guardare all’essere umano come intrinsecamente imperfetto, quindi necessitante di un trattamento psicoterapeutico, la terapia rogersiana sottolinea come ogni persona abbia la capacità e il desiderio di raggiungere la crescita personale e i propri obiettivi. Rogers chiama questa naturale inclinazione umana “tendenza attualizzante” o autorealizzazione, identificando con questo termine capacità intrinseca nell’essere umano di orientarsi selettivamente e in modo diretto verso il completamento e l’attualizzazione delle proprie potenzialità. Egli paragona questa caratteristica al modo in cui altri organismi viventi lottano per cercare l’equilibrio, l’ordine.

Il terapeuta che segue l’approccio rogersiano impara a riconoscere e a fidarsi del potenziale umano, fornendo ai suoi clienti empatia e considerazione positiva e incondizionata per aiutarli a facilitare il loro percorso verso il cambiamento. Il terapeuta evita di dirigere il corso della terapia lasciando il comando del tutto al cliente, ogni volta che questo si rende possibile. Egli offre supporto, guida e struttura la terapia e il percorso in modo che il cliente possa scoprire soluzioni personalizzate all’interno di sé stesso.

I sei fattori necessari alla crescita nella terapia rogersiana

Nell’ambito dei suoi studi, Rogers ha identificato sei fattori chiave che stimolano la crescita interna dell’individuo. Egli suggerisce che, una volta che queste condizioni saranno soddisfatte, l’individuo graviterà verso una realizzazione costruttiva del proprio potenziale. Secondo la teoria di Rogers, i sei fattori necessari per la crescita sono:

  1. Il cliente e il terapeuta devono essere in contatto psicologico
  2. Il cliente è in uno stato di ansia e vulnerabilità che Rogers definisce incongruenza.
  3. Il terapeuta è in uno stato di congruenza ovvero nella relazione è liberamente e profondamente sé stesso
  4. Il terapeuta prova verso il cliente un sentimento di accettazione positiva incondizionata
  5. Il terapeuta comprende empaticamente il mondo interno del cliente
  6. Il terapeuta riesce a comunicare almeno in parte la sua congruenza, la sua accettazione positiva incondizionata e la sua empatia

Nell’approccio rogersiano è il cliente l’esperto della propria esperienza: lo psicologo cerca di avvicinarsi empaticamente al suo vissuto, senza emettere giudizi. La prima fase della terapia rogersiana è infatti caratterizzata dalla non-direttività. Il terapeuta non direttivo non dà consigli, non interpreta, non sceglie le mete al posto del cliente. Questo perché l’individuo spesso sente il bisogno di auto-comprendersi al meglio e anche di essere ascoltato in quanto essere unico e inimitabile. È proprio questo il motivo che ha spinto la psicologia umanistica di Karl Rogers alla creazione di un metodo comunicativo non direttivo nell’incontro con il paziente-cliente.

Scopri come poter tornare a prendere in mano la tua vita. Fallo con l’aiuto della Dottoressa Nadia Maria Pia Recupero.

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